Possibile la detrazione Iva anche per le fatture di dicembre ricevute a gennaio

Superamento dell’anomalia italiana “11 mesi su 12”

Finora, in Italia (D.P.R. 100/1998), la retro-imputazione della detrazione era possibile solo per 11 mesi su 12. Le fatture di dicembre ricevute a gennaio non potevano essere detratte nell’anno precedente, costringendo i contribuenti a un differimento finanziario.

La sentenza della Corte di Giustizia UE (11 febbraio 2026, causa T-689/24) rivoluziona le regole sulla detrazione IVA delle fatture di fine anno, eliminando un’anomalia del sistema italiano.

Il requisito formale (ricezione della fattura) non deve più necessariamente verificarsi entro l’ultimo giorno dell’anno, ma è sufficiente che avvenga prima della scadenza della dichiarazione (o della liquidazione periodica) per consentire la detrazione nel periodo di effettiva effettuazione dell’operazione

Grazie alla sentenza della Corte di Giustizia pertanto:

  • la detrazione potrà essere applicata in modo omogeneo 12 mesi su 12;
  • il possesso della fattura entro i termini della liquidazione/dichiarazione è ora considerato sufficiente per “tornare indietro” al momento dell’esigibilità.

Il viceministro Leo ha già annunciato un correttivo normativo per allineare l’ordinamento italiano alla sentenza e alla Legge Delega (L. 111/2023).

In attesa della nuova norma, i contribuenti possono già invocare la supremazia del diritto UE per applicare i nuovi principi (anche per la dichiarazione IVA/2026), evitando potenziali sanzioni o procedure d’infrazione.


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